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Cosa vedere a Tenerife in 7 giorni: itinerario completo

Tenerife è l’isola più grande delle Canarie e presenta territori molto diversi tra loro. In una settimana si passa dai boschi di Anaga alle distese vulcaniche del Teide, dai centri storici del nord alle scogliere di Teno e alle spiagge del sud.

Questo itinerario di 7 giorni è pensato per chi visita Tenerife in automobile per la prima volta. Le giornate sono organizzate per aree geografiche, limitando gli spostamenti e lasciando il tempo necessario per conoscere ogni tappa.

Per ridurre ulteriormente le distanze si possono trascorrere le prime quattro o cinque notti nel nord, tra La Laguna, Puerto de la Cruz e La Orotava, e le ultime nella parte sud-occidentale dell’isola.

Giorno 1: San Cristóbal de La Laguna

La prima giornata è dedicata a San Cristóbal de La Laguna, antica capitale di Tenerife e città riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il percorso può iniziare da Plaza del Adelantado e proseguire lungo Calle Obispo Rey Redondo e Calle San Agustín.

La Laguna ospita anche piccoli musei, negozi, mercati e locali frequentati dagli studenti dell’università. Dedicandole l’intera giornata si può alternare la visita del centro a soste nei cortili e nelle piazze, senza concentrare tutto in poche ore.

La città si trova a un’altitudine superiore rispetto alla costa e presenta spesso temperature più basse e un cielo nuvoloso. È utile portare una giacca leggera anche quando nel sud dell’isola fa caldo.

Giorno 2: Parco rurale di Anaga

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Il secondo giorno è dedicato alla penisola di Anaga, nella parte nord-orientale di Tenerife. Montagne, barranchi, foreste di laurisilva e piccoli nuclei abitati formano uno dei paesaggi più complessi dell’isola.

Le strade sono panoramiche ma strette e ricche di curve. È quindi preferibile selezionare poche soste e non costruire la giornata come una corsa tra tutti i punti indicati sulla mappa.

Cruz del Carmen e il Sentiero dei Sensi

Una prima tappa utile è Cruz del Carmen, dove si trovano il centro visitatori e diversi percorsi nella laurisilva.

Il Sentiero dei Sensi è una delle opzioni più accessibili. È composto da brevi tracciati che attraversano il bosco e permettono di osservare da vicino la vegetazione favorita dall’umidità portata dagli alisei.

La nebbia è frequente e fa parte delle condizioni di Anaga. Anche quando Santa Cruz è soleggiata, il bosco può essere coperto dalle nuvole e avere temperature sensibilmente inferiori.

Chi desidera affrontare un’escursione più lunga deve verificare lo stato del percorso e l’eventuale necessità di prenotazione. Non tutti i sentieri di Anaga sono liberamente accessibili e le condizioni possono cambiare dopo piogge, frane o lavori di manutenzione.

I punti panoramici di Anaga

Lungo la strada si incontrano diversi belvedere dai quali osservare le montagne, la costa e, nelle giornate limpide, il Teide.

Tra le soste più conosciute ci sono il Mirador de Jardina e il Mirador Pico del Inglés. Lo spazio per parcheggiare è limitato e non bisogna lasciare l’automobile al di fuori delle aree consentite.

È possibile proseguire verso Taganana e la costa settentrionale, ma la deviazione richiede tempo. Se si decide di raggiungere Taganana, Almáciga o Benijo, è meglio ridurre la sosta prevista a Las Teresitas.

Giorno 3: Parco nazionale del Teide

Teide, Tenerife

Il terzo giorno è interamente dedicato al Parco nazionale del Teide. Il percorso in automobile attraverso Las Cañadas permette di osservare colate, crateri, distese di pomice e formazioni rocciose create in fasi differenti della storia vulcanica di Tenerife.

La strada può essere raggiunta da La Orotava, La Laguna, Vilaflor o Chío. Se l’itinerario parte dal nord, la salita attraverso La Orotava e il ritorno da un versante diverso consentono di attraversare ambienti molto vari.

Roques de García e Las Cañadas

La visita non richiede necessariamente l’utilizzo della funivia. Anche rimanendo nella caldera si possono raggiungere diversi belvedere e percorsi brevi.

I Roques de García rappresentano una delle soste principali. Il percorso intorno alle formazioni rocciose permette di osservare da vicino l’erosione e le colate che caratterizzano questa parte del parco.

L’altitudine supera già i 2.000 metri e l’esposizione solare è elevata. Servono acqua, protezione solare, scarpe adatte e indumenti più pesanti rispetto a quelli utilizzati sulla costa.

Funivia e salita alla vetta

La funivia collega la stazione di base, situata a 2.356 metri, con La Rambleta, a 3.555 metri. Il biglietto deve essere prenotato in anticipo e il servizio può essere sospeso per vento forte o altre condizioni meteorologiche.

Salire con la funivia non significa raggiungere automaticamente la vetta. Per percorrere il sentiero Telesforo Bravo fino al cratere, a 3.718 metri, è necessaria un’autorizzazione specifica, da richiedere tramite Tenerife ON con largo anticipo.

Anche altri sentieri d’alta quota sono soggetti ad autorizzazione e a requisiti di equipaggiamento. Prima della visita bisogna verificare le regole aggiornate e non affidarsi a indicazioni pubblicate negli anni precedenti.

Chi non trova posto sulla funivia o non desidera salire in quota può dedicare l’intera giornata ai percorsi e ai belvedere di Las Cañadas. Il paesaggio del parco rimane l’elemento centrale della visita.

Giorno 4: La Orotava e Puerto de la Cruz

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La quarta giornata è dedicata alla Valle de La Orotava e a due località che mostrano aspetti differenti del nord di Tenerife.

Mattina a La Orotava

La Orotava si sviluppa su un pendio sopra la costa. Il centro conserva case signorili, balconi in legno, giardini e strade dalle pendenze accentuate.

Tra gli edifici più conosciuti si trova la Casa de los Balcones, ma l’interesse della visita non si limita a un singolo monumento. Passeggiando tra Calle San Francisco, Plaza de la Constitución e i Jardines del Marquesado de la Quinta Roja si osservano cortili, facciate e vedute sulla valle.

Per visitare il centro sono sufficienti alcune ore. Conviene parcheggiare ai margini della zona storica e proseguire a piedi, considerando che diversi tratti sono in salita.

Pomeriggio a Puerto de la Cruz

Puerto de la Cruz fu una delle prime località turistiche delle Canarie e conserva ancora un centro frequentato sia dai visitatori sia dai residenti.

Nel pomeriggio si può passeggiare tra il porto, Plaza del Charco e il quartiere della Ranilla. Lungo la costa si incontrano zone di lava, piccole spiagge e il complesso del Lago Martiánez, progettato da César Manrique.

Il giardino botanico rappresenta un’alternativa al bagno e raccoglie numerose specie tropicali e subtropicali. Per evitare di comprimere la giornata è meglio scegliere tra il giardino botanico e alcune ore al Lago Martiánez, anziché tentare di vedere tutto.

Giorno 5: Icod de los Vinos e Garachico

Garachico

Il quinto giorno prosegue lungo la costa settentrionale verso Icod de los Vinos e Garachico.

Mattina a Icod de los Vinos

Icod è conosciuta soprattutto per il Drago Milenario, un grande esemplare di Dracaena draco diventato uno dei simboli di Tenerife. Può essere osservato dal parco a pagamento oppure da alcuni punti del centro.

Intorno al drago si sviluppano piazze, giardini e case tradizionali. Una visita al centro può occupare due o tre ore e lascia tempo sufficiente per raggiungere Garachico prima di pranzo.

La Cueva del Viento deve invece essere considerata un’alternativa. La visita guidata dura circa due ore e mezza, va prenotata online e comprende un percorso esterno e un tratto all’interno del tubo vulcanico. Se si sceglie la grotta, bisogna ridurre il tempo dedicato al centro di Icod.

Non è quindi realistico visitare nello stesso mattino il Drago, tutto il centro e la Cueva del Viento.

Pomeriggio a Garachico

Nel pomeriggio si raggiunge Garachico, uno dei centri storici meglio conservati di Tenerife.

Nel 1706 un’eruzione raggiunse l’abitato, seppellì il porto e cambiò il ruolo economico della località. Le colate che arrivarono fino all’oceano formarono le piscine naturali di El Caletón.

La visita può comprendere Plaza de la Libertad, Puerta de Tierra, il Castillo de San Miguel, il Muelle Viejo e il lungomare. Se le condizioni dell’oceano lo permettono, è possibile fare il bagno nelle piscine naturali.

El Caletón rimane direttamente collegato al mare: con onde forti l’accesso può essere pericoloso o vietato. Il programma deve quindi prevedere il bagno come possibilità, non come attività garantita.

Giorno 6: Los Gigantes e la costa sud-occidentale

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La sesta giornata è dedicata alla costa sud-occidentale di Tenerife, dominata dalle grandi pareti rocciose del massiccio di Teno.

Le scogliere di Los Gigantes

Le scogliere di Los Gigantes cadono quasi verticalmente sull’oceano e raggiungono altezze comprese indicativamente tra 300 e 600 metri. Si possono osservare dal porto, dalla costa oppure durante un’escursione in barca.

Dal porto partono diverse uscite per vedere le scogliere dal mare e raggiungere le zone frequentate dai cetacei. Nelle acque tra Tenerife e La Gomera vivono popolazioni stanziali di globicefali e tursiopi, ma l’avvistamento di animali selvatici non può essere garantito.

È preferibile scegliere imbarcazioni autorizzate, con gruppi non troppo numerosi e operatori che rispettino distanze e tempi di osservazione.

Puerto de Santiago e Playa de la Arena

Dopo l’escursione si può proseguire verso Puerto de Santiago e Playa de la Arena, una spiaggia urbana di sabbia vulcanica nera.

Il mare sulla costa occidentale può essere mosso e prima di entrare in acqua bisogna controllare la bandiera. L’arenile è attrezzato e nei dintorni si trovano ristoranti e servizi.

Chi cerca un ambiente meno urbanizzato può continuare verso Alcalá, dove una passeggiata costiera collega piccole insenature, zone di lava e piscine naturali. Anche qui la possibilità di fare il bagno dipende dalle condizioni dell’oceano.

Giorno 7: El Médano e Montaña Roja

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L’ultima giornata è dedicata al sud-est di Tenerife, un’area più arida e ventosa rispetto al nord.

El Médano conserva un lungomare pedonale, una grande spiaggia e un rapporto molto evidente con gli sport praticati grazie agli alisei. Windsurf e kitesurf fanno parte del paesaggio quotidiano, soprattutto nei tratti più esposti.

Accanto all’abitato si trova la Reserva Natural Especial de Montaña Roja, riconoscibile per il cono vulcanico rossastro che separa Playa del Médano da Playa de la Tejita.

Il percorso intorno alla montagna attraversa un ambiente costiero con vegetazione adattata a vento, salinità e scarsità d’acqua. L’area è esposta al sole e offre pochissima ombra: servono acqua, cappello e protezione solare.

Dopo la passeggiata si può scegliere tra Playa del Médano e La Tejita, controllando sempre vento e condizioni del mare.

Siam Park come alternativa

Chi viaggia con bambini o desidera trascorrere una giornata in un parco acquatico può sostituire El Médano con il Siam Park, situato a Costa Adeje.

In questo caso conviene dedicare al parco l’intera giornata e acquistare il biglietto in anticipo. Aggiungere anche Montaña Roja, spiagge e altre visite renderebbe il programma eccessivamente fitto.

La sera si può cenare a Costa Adeje oppure spostarsi verso La Caleta. Il litorale meridionale è molto turistico e offre numerosi ristoranti.

Dove dormire durante l’itinerario

Tenerife è più grande di quanto possa apparire sulla mappa e gli spostamenti tra nord-est, Teide e costa occidentale richiedono tempo.

Per questo itinerario si possono utilizzare due basi:

  • quattro o cinque notti nel nord, tra La Laguna, Puerto de la Cruz e La Orotava;
  • due o tre notti nel sud-ovest, tra Los Gigantes, Alcalá, Costa Adeje ed El Médano.

Dormire sempre nella stessa località rimane possibile, ma comporta tragitti più lunghi. Puerto de la Cruz è una base equilibrata per i primi cinque giorni, mentre la costa sud-occidentale è più comoda per Los Gigantes e l’ultima parte del viaggio.

È necessario noleggiare un’automobile?

L’automobile è fondamentale per questo itinerario, soprattutto per raggiungere Anaga, il Teide e le località della costa settentrionale.

Chi noleggia un’automobile dovrebbe evitare di sottovalutare le distanze: molte strade attraversano montagne, presentano curve e richiedono una guida attenta.

Quando percorrere questo itinerario

L’itinerario può essere seguito durante tutto l’anno, adattando le attività alle condizioni meteorologiche.

In inverno il sud è generalmente più asciutto e soleggiato, mentre il nord può essere nuvoloso e il Teide può avere neve o ghiaccio. In estate le temperature sono più alte, soprattutto nel sud e nelle zone senza ombra, ma il Teide e Anaga possono rimanere freschi.

Il clima può cambiare notevolmente tra una parte e l’altra dell’isola nella stessa giornata. Prima di partire bisogna controllare previsioni specifiche per la località interessata, stato dei sentieri e condizioni del mare.

Una settimana a Tenerife

Sette giorni permettono di conoscere i principali paesaggi di Tenerife, ma non di visitare ogni località dell’isola. La scelta migliore è mantenere una tappa centrale per ogni giornata e considerare le attività più impegnative come alternative.

Anaga, Teide, Garachico e Montaña Roja mostrano ambienti molto diversi e aiutano a comprendere la complessità dell’isola oltre le spiagge del sud.

Questo itinerario lascia inevitabilmente fuori altri luoghi interessanti, ma costruisce un primo viaggio equilibrato tra città, vulcani, foreste, costa e momenti dedicati al mare.

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Stefania
Proprietaria e sviluppatrice del sito. Da molti anni, mi dedico a Turismo.eu, unendo la professionalità come web designer alla passione nel viaggiare ed esplorare il mondo, in particolare i luoghi in cui incontro la bellezza infinita della natura in tutte le sue espressioni.