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Itinerario di 7 giorni a El Hierro: natura, oceano e punti panoramici

El Hierro è l’isola più piccola e remota delle Canarie, un luogo dove il paesaggio è dominato dalla natura. Qui non ci sono grandi città né lunghe spiagge turistiche: l’isola si scopre guidando tra montagne vulcaniche, mirador affacciati sull’oceano e piscine naturali scavate nella lava.

Molti viaggiatori descrivono El Hierro come un’isola speciale. Non tanto per le attrazioni turistiche, ma per l’atmosfera che si respira attraversando i suoi paesaggi: oceano, vento e silenzio creano un luogo molto diverso dal resto dell’arcipelago.

Le distanze sono brevi, ma il territorio è molto vario. Un itinerario di 7 giorni permette di esplorare l’isola con calma e di attraversarne tutte le zone principali.

Come arrivare a El Hierro

El Hierro è l’isola più occidentale delle Canarie e non ha collegamenti diretti con molti aeroporti europei. Per questo motivo il modo più comune per raggiungerla è passando da Tenerife.

Dall’isola di Tenerife partono voli interni di circa 40 minuti che collegano l’aeroporto di Tenerife Norte con l’aeroporto di Valverde, sull’isola di El Hierro.

Un’alternativa è il traghetto dal porto di Los Cristianos, nel sud di Tenerife. La traversata dura circa 2 ore e mezza e permette anche di portare l’auto sull’isola, una soluzione utile per esplorare El Hierro con più libertà.

Itinerario di una settimana a El Hierro

Una volta arrivati, l’isola si gira facilmente in auto: le distanze sono brevi e le strade panoramiche permettono di raggiungere senza difficoltà i principali mirador, le piscine naturali e i piccoli centri dell’isola.

Giorno 1 – Puerto de la Estaca, Valverde e Tamaduste

L’arrivo sull’isola avviene solitamente a Puerto de la Estaca, il porto collegato con Tenerife.

Da qui si può salire verso Valverde, la piccola capitale dell’isola situata su un altopiano affacciato sull’oceano. Il centro è tranquillo, con case bianche e piccole piazze.

Nel pomeriggio vale la pena scendere verso Tamaduste, una piccola baia naturale con una piscina di mare molto protetta, perfetta per fare il primo bagno sull’isola.

Giorno 2 – La costa est e il Mirador de Isora

Il secondo giorno può essere dedicato alla costa orientale.

Uno dei punti panoramici più spettacolari è il Mirador de Isora, affacciato su scogliere altissime che scendono direttamente verso l’oceano.

Proseguendo lungo la strada costiera si arriva anche al Roque de la Bonanza, una formazione rocciosa vulcanica che emerge dal mare ed è diventata uno dei simboli dell’isola.

Questa zona è ideale per fermarsi lungo la strada e osservare il paesaggio

Giorno 3 – Il centro dell’isola e il Bailadero de las Brujas

Lasciando la costa orientale si può salire verso il centro montuoso dell’isola, dove il paesaggio cambia completamente.

Qui si trovano boschi di laurisilva e pini canari, spesso avvolti dalle nuvole portate dagli alisei. L’ambiente è più fresco e verde rispetto alle zone costiere.

Qui si trova il Bailadero de las Brujas, uno dei luoghi più particolari di El Hierro. Spesso avvolto dalla nebbia e dal vento, ha un’atmosfera quasi sospesa. Non è una tappa turistica, ma un luogo dove fermarsi qualche minuto e osservare il paesaggio dell’isola.

Oggi il luogo è soprattutto un punto panoramico molto particolare, immerso nella natura e nel silenzio.

Proseguendo lungo la strada si attraversano boschi e zone di pascolo prima di scendere verso la parte meridionale dell’isola.

Giorno 4 – Il sud dell’isola, La Restinga e Il Faro de Orchilla

Continuando verso sud si raggiunge La Restinga, il villaggio più meridionale dell’isola.

Affacciato su una baia naturale, è noto per le sue acque limpide e per i fondali vulcanici, molto apprezzati dagli appassionati di immersioni.

Poco distante si trova Tacorón, una zona di piscine naturali molto frequentata dagli abitanti dell’isola e perfetta per una giornata di mare.

Giorno 5 – Il faro di Orchilla e El Sabinar

Il Faro de Orchilla, situato nell’estremo ovest dell’isola, per secoli è stato considerato il riferimento del meridiano zero prima che venisse adottato quello di Greenwich.

Il paesaggio qui è selvaggio e molto isolato.

Non lontano dal faro si trova uno dei luoghi più iconici dell’isola: El Sabinar.

Qui i ginepri sono piegati dal vento in forme incredibili, quasi parallele al terreno. Questi alberi contorti sono diventati uno dei simboli di El Hierro.

Il paesaggio è aperto e spettacolare, con viste sull’oceano e sulle scogliere della costa occidentale.

Giorno 6 – La valle di El Golfo e La Frontera

Proseguendo verso nord si entra nella grande valle di El Golfo, un enorme anfiteatro naturale formatosi dopo il crollo di un antico vulcano.

Il centro principale della valle è La Frontera, circondato da vigneti e coltivazioni.

Lungo la costa si trovano alcune delle piscine naturali più belle dell’isola, tra cui Charco Azul, dove l’acqua dell’oceano entra tra le rocce laviche creando una grande piscina naturale.

Dove dormire e come organizzarsi

El Hierro è un’isola piuttosto piccola e questo permette di esplorarla facilmente senza cambiare alloggio ogni giorno. Molti viaggiatori scelgono una base centrale, ad esempio nella zona di Valverde oppure nella valle di La Frontera, e da lì si spostano ogni giorno verso le diverse parti dell’isola.

Le distanze sono brevi: attraversare El Hierro in auto richiede poco più di un’ora. Questo significa che è possibile visitare la costa, i mirador e i piccoli paesini senza percorrere lunghi tragitti.

Per questo motivo un itinerario di una settimana può essere seguito anche senza spostarsi continuamente da un alloggio all’altro, dedicando ogni giornata a una zona diversa dell’isola.

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Stefania
Proprietaria e sviluppatrice del sito. Da molti anni, mi dedico a Turismo.eu, unendo la professionalità come web designer alla passione nel viaggiare ed esplorare il mondo, in particolare i luoghi in cui incontro la bellezza infinita della natura in tutte le sue espressioni.