Le Domus de Janas sono antiche strutture funerarie scavate nella roccia e diffuse in molte zone della Sardegna. Queste tombe preistoriche risalgono al periodo neolitico e rappresentano una delle testimonianze più affascinanti dell’archeologia dell’isola.
Il nome Domus de Janas viene spesso tradotto in italiano come “case delle fate”, anche se nel dialetto sardo il termine janas richiama più propriamente qualcosa di piccolo o minuto. Secondo la tradizione popolare, queste cavità nella roccia erano dimore di creature misteriose, contribuendo ad alimentare nel tempo leggende e racconti locali.
La Roccia dell’Elefante
Nei dintorni di Valledoria sono presenti diverse Domus de Janas visitabili, ma una delle più conosciute si trova poco distante, nei pressi di Castelsardo. Si tratta della celebre Roccia dell’Elefante, chiamata in sardo Sa Pedra Pertunta.
Questa formazione rocciosa, che ricorda la sagoma di un elefante, si trova lungo la strada che conduce a Castelsardo ed è diventata uno dei simboli più curiosi del territorio. La roccia si sarebbe staccata in tempi antichi dal complesso roccioso del Monte Casteddazzu, rotolando fino alla posizione attuale.
In epoca neolitica, all’interno della roccia furono scavate due Domus de Janas, trasformando la formazione naturale in un luogo di sepoltura.
Le tombe scavate nella roccia
La struttura comprende due ambienti funerari distinti.
La tomba situata nella parte superiore è composta da tre piccole cellette, anche se oggi non presenta un ingresso accessibile.
La sepoltura inferiore, invece, è più articolata e presenta un dromos, ovvero un corridoio d’accesso a cielo aperto, che conduce a quattro piccole camere funerarie scavate nella roccia.
All’interno di uno di questi ambienti si possono ancora osservare incisioni che rappresentano corna bovine, un simbolo probabilmente legato a una divinità associata alla forza, alla fertilità e al ciclo di rigenerazione della vita.
Un simbolico legame tra vita e morte
Ciò che rende particolarmente suggestive queste strutture è la loro organizzazione interna. Le tombe sono infatti modellate in modo da ricordare la disposizione di una vera abitazione, con piccoli ambienti comunicanti.
Questa scelta architettonica suggerisce una concezione simbolica della morte: la tomba non era solo un luogo di sepoltura, ma una sorta di dimora per l’aldilà, che rifletteva il legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Visitare le Domus de Janas e la Roccia dell’Elefante significa quindi avvicinarsi a uno dei capitoli più antichi della storia della Sardegna, dove natura, archeologia e tradizione si intrecciano in un paesaggio ricco di fascino.




