Diari di Viaggio

Panamericana Estelì

Estelì è stata la prima cittadina, a tutti gli effetti, che ho visitato in Nicaragua.

Si trova nella parte nord del Nicca, nell’interno in collina a 800 metri di altezza: non che per questo facesse freddo ma, soprattutto la sera, la giacchetta era necessaria e l’ostello (sempre prenotato su booking a sette o otto dollari a notte in camera privata) era provvisto di acqua calda: cosa impensabile ed introvabile lungo costa.

Ad Estelì sono rimasta cinque giorni pieni, che forse sono pochi per gli appassionati di escursioni in montagna.

Il viaggio per arrivarci, da dove mi trovavo, è stato molto lungo. Innanzitutto dal paesino di Aserradores è necessaria un’ora di autobus per tornare alla cittadina di Cinandega; da qui si trova la coincidenza per la città di Leon.

Come ho già avuto modo di spiegare, anche nei lunghi spostamenti, non si rischia mai di soffrire nè fame nè sete, dato che ogni cambio bus avviene nel bel mezzo del mercato cittadino straboccante di cibarie varie: dalle impanate di ogni dimensione e tipo, a vere e proprie zuppe di carne o pesce! Frutta e succhi naturali a volontà dai più comuni, a nomi tropicali sconosciuti (fiore di Jamaica, Tamarindo, Lapa e via dicendo).

Una volta arrivata a Leon, mancava  la tratta più lunga: Leon – Estelì, sono ben tre ore, a soli 55 Cordoba. I Cordoba sono la moneta locale e la cifra corrisponde a circa un euro e mezzo.

Eccomi così giunta, in cinque ore abbondanti di bus, nella mia prima cittadina: Estelì. Il paesaggio è completamente cambiato rispetto alla costa, siamo in una vera e propria piccola città circondata dalle montagne, ossia da un verde incontenibile.

La città di Estelì è graziosa, facile da girare, partendo dalla piazza centrale di fronte alla grande chiesa. La piazza è il luogo in cui si svolge la vita a tutte le ore del giorno e della notte: mercatini, feste, ritrovi, venditori ambulanti, ma anche famiglie intere, con bambini di ogni età, che passano la giornata al fresco dei grandi ed ombrosi alberi.

Ad Estelì si svolgono varie attività ricreative e culturali: vi è un museo storico, una scuola di arte per musicisti e pittori ed una scuola di ballo e recitazione. Gli abitanti sembrano attivi ed indaffarati proprio come nelle città occidentali, ma con la grande differenza che sempre, comunque, si nota molta gente che si riposa al fresco degli alberi sulle panchine e sui muretti, in ogni giorno della settimana ed a ogni ora: indaffarati sì, ma al ritmo dei monti latini.

In questa città ci si può godere anche un po’ di vita notturna in discoteca o in pub con musica dal vivo. Spesso suonano musica “testimoniale” ossia canzoni che parlano della storia del Nicaragua, quindi trattano spesso temi di guerra, dato che il paese, a parte negli ultimi quaranta anni, in precedenza, sempre è stato in guerra (per mantenere la propria autonomia contro l’assoggettamento americano, di cui invece sono stati completamente vittime i vicini Costa Rica e Panama).

Estelì è una buona meta anche per fare un po’ di shopping, per comprare qualche regalino tipico come ricordo da portarsi a casa: ci sono molti negozi di artigianato tipico locale.

Non si può però arrivare fino ad Estelì e rimanere solo in città. Questa città è una meta strategica, per la sua posizione, per coloro che volessero fare escursioni nella parte più verde, campagnola e montagnosa del Nicaragua. Questa è la zona a maggiore coltivazione di caffè del paese.

Inoltre, da Estelì partono escursioni naturalistiche di vario tipo verso le montagne ed i boschi.

Personalmente ho deciso di avventurarmi alla cascata Tisey: non è stata una escursione fisicamente molto impegnativa, ma la soddisfazione alla meta non è mancata, la consiglio a tutti.

Tra le bevande alcoliche tipiche che vi possono offrire a fine scampagnata, ve n'è una che mi ha lasciata incredula: il rum locale con dentro il bao (si trova anche in tutti i bar).  Sì, dentro c’è bel vermicello che si può decidere alla fine se ingerirlo o meno, tanto è morto e sterilizzato dall’alcool. Pare abbia effetti corroboranti e sia salutare in caso di mal di gola: provare per credere.

Rossella Cozzi
Autore: Rossella Cozzi
Sono nata a Livorno ma ho studiato a Milano e dopo la laurea in Scienze Ambientali ho fatto una scelta di qualità di vita che mi ha portata a vivere all'estero, assecondando le mie preferenza ambientali - naturalistiche.
Ho da sempre alternato periodi di lavoro a periodi di viaggio così che ho avuto modo di visitare oltre all’Europa, zone del Centro Africa, Centro America, e parte del Sud America.

Il viaggio è metafora e concentrato della vita stessa, per qualcuno diventa uno stile di vita, per altri una parentesi, una pausa. In ogni caso arricchisce e cambia. Per questo ne sono una fervente credente e praticante.

Ho tradotto il libro EL INDIO INTERIOR di Silfio Cifuentes, la storia di un uomo che visse per quaranta anni con la tribù indigena dei Kogui, nelle foreste sui monti della Sierra Nevada, in Colombia.
Leggi altri miei articoli: