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Ad Agrigento la città contemporanea occupa la collina, mentre più in basso una lunga dorsale segue il profilo dei templi dell’antica Akragas. Le colonne emergono tra mandorli, ulivi e campi aperti, con il Mediterraneo sullo sfondo.
Il nome può trarre in inganno, perché i monumenti principali non sorgono nel fondovalle, ma lungo il rilievo che delimitava a sud la città antica. Il percorso è esteso e completamente all’aperto: per apprezzarlo servono almeno alcune ore e una buona organizzazione, soprattutto in estate.
Oltre all’area archeologica, Agrigento conserva un centro storico costruito su pendii ripidi, il Museo archeologico regionale e il Giardino della Kolymbethra. La vicina costa permette inoltre di raggiungere Porto Empedocle e la Scala dei Turchi, che deve però essere considerata un’escursione distinta e non una rapida aggiunta alla visita dei templi.
Agrigento e l’antica Akragas
Akragas venne fondata dai Greci nel VI secolo a.C. e divenne una delle città più importanti del Mediterraneo. I grandi templi dorici costruiti lungo il limite meridionale dell’abitato esprimevano il potere raggiunto dalla città.
In seguito il territorio passò sotto il controllo romano e il centro assunse il nome di Agrigentum. La città continuò a trasformarsi anche nei secoli successivi, spostandosi progressivamente verso la collina sulla quale oggi si trova il nucleo medievale.
L’area archeologica è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1997. Il suo valore non dipende soltanto dallo stato di conservazione dei templi, ma dall’ampiezza del sito e dalla continuità tra resti archeologici e paesaggio rurale.
Come visitare la Valle dei Templi
La Valle dei Templi occupa un’area molto vasta. Il percorso principale collega l’ingresso vicino al Tempio di Giunone con Porta V, passando per il Tempio della Concordia e le altre zone monumentali.
La soluzione più pratica consiste nell’entrare da Giunone, nella parte alta, e procedere in discesa verso Porta V. In questo modo si evita di ripercorrere l’intero itinerario in senso contrario. Bisogna però organizzare il recupero dell’automobile o utilizzare il servizio di collegamento disponibile tra gli accessi.
Chi dispone di meno tempo può entrare da Giunone, raggiungere il Tempio della Concordia e tornare allo stesso ingresso. Questa soluzione permette di vedere i monumenti meglio conservati, ma esclude buona parte del settore occidentale.
Per una visita completa bisogna calcolare almeno tre o quattro ore. Aggiungendo il Giardino della Kolymbethra, una visita guidata o il museo archeologico, la Valle occupa facilmente gran parte della giornata.
Il percorso dalla biglietteria di Giunone
Entrando dalla parte orientale, il primo grande monumento che si incontra è il cosiddetto Tempio di Giunone. I nomi attribuiti a diversi templi di Agrigento derivano da interpretazioni storiche e non sempre corrispondono con certezza alle divinità alle quali erano dedicati.
La posizione elevata permette di osservare il percorso che prosegue lungo la dorsale e di comprendere la relazione tra il sistema difensivo dell’antica città, i santuari e la pianura costiera.
Dal tempio si cammina lungo la Via Sacra, accompagnati da ulivi, mandorli e resti delle antiche fortificazioni. Il tratto è esposto al sole, ma offre una lettura molto chiara della struttura del sito.
Il Tempio della Concordia

Il Tempio della Concordia è il monumento meglio conservato della Valle e uno degli edifici dorici giunti più integri fino a noi.
La sua conservazione è legata anche alla trasformazione in edificio cristiano avvenuta in epoca tardoantica. Le modifiche subite nei secoli hanno contribuito a mantenere in piedi la struttura, successivamente riportata a una forma più vicina a quella originaria.
Intorno al Tempio della Concordia si estende anche una vasta necropoli paleocristiana. Tombe scavate nella roccia e cavità funerarie mostrano come l’area abbia continuato a essere utilizzata molto tempo dopo la fine della città greca.
Il Tempio di Ercole
Proseguendo verso ovest si raggiunge il Tempio di Ercole, considerato uno dei più antichi della Valle.
Oggi rimane visibile soprattutto la fila di colonne rialzate nel Novecento. La struttura appare più frammentaria rispetto al Tempio della Concordia, ma permette di cogliere le dimensioni originarie dell’edificio e il modo in cui i monumenti seguivano il profilo della collina.
Il Tempio di Zeus Olimpio e i telamoni
Il Tempio di Zeus Olimpio venne progettato su una scala eccezionale, probabilmente per celebrare la vittoria di Akragas sui Cartaginesi nella battaglia di Himera.
L’edificio non presentava la struttura aperta e regolare dei templi dorici più conosciuti. Tra le sue particolarità vi erano enormi figure maschili in pietra, chiamate telamoni, inserite nell’architettura con funzione decorativa e simbolica.
Del tempio rimane oggi un vasto insieme di blocchi crollati. Senza una pianta o una spiegazione è difficile ricostruirne mentalmente l’aspetto, ma proprio la dimensione dei frammenti rivela l’ambizione del progetto.
Il Tempio dei Dioscuri

Le quattro colonne del Tempio dei Dioscuri, sormontate da una parte della trabeazione, sono diventate uno dei simboli di Agrigento.
L’immagine attuale deriva però da una ricostruzione ottocentesca effettuata utilizzando elementi provenienti da edifici diversi. Non rappresenta quindi un tempio conservato integralmente nella sua posizione originaria.
Il valore di questo settore risiede soprattutto nell’insieme formato dai santuari dedicati alle divinità ctonie, dai resti degli altari e dal paesaggio che scende verso il Giardino della Kolymbethra.
Il Giardino della Kolymbethra
Tra il Tempio dei Dioscuri e il Tempio di Vulcano si apre il Giardino della Kolymbethra, gestito dal FAI.
Nell’antichità questa depressione naturale era collegata a un complesso sistema idraulico e raccoglieva le acque provenienti dalla città. Nel tempo venne trasformata in un’area agricola, con agrumi, olivi, mandorli, gelsi e altri alberi da frutto.
La visita permette di scendere dalla parte più esposta della Valle verso un ambiente più fresco e raccolto. Sentieri in terra battuta passano tra muretti, canali e terrazzamenti, mostrando una parte del territorio agrigentino che non appartiene soltanto all’archeologia.
L’ingresso al giardino richiede un biglietto specifico o combinato con quello della Valle. Gli orari cambiano durante l’anno e l’ultimo accesso è previsto prima della chiusura.
All’interno è possibile partecipare, in date prestabilite e con un supplemento, a una visita degli ipogei. Il percorso sotterraneo si svolge in piccoli gruppi e richiede scarpe chiuse.
La Kolymbethra merita almeno un’ora. Inserirla nella visita significa però affrontare ulteriori dislivelli, quindi bisogna tenerne conto nella pianificazione complessiva.
Il Museo archeologico regionale Pietro Griffo
Il Museo archeologico regionale, situato tra la città e la Valle dei Templi, conserva ceramiche, sculture, corredi funerari e un telamone proveniente dall’area del Tempio di Zeus. La visita aiuta a comprendere meglio il contesto archeologico, ma è preferibile programmarla separatamente dal percorso nella Valle.
Orari e biglietti integrati vanno verificati sui canali ufficiali.
Il centro storico di Agrigento
Il centro storico occupa la collina che domina la Valle. Via Atenea ne costituisce l’asse principale, con negozi, locali e strade laterali che salgono verso i quartieri più antichi.
La parte interessante non è concentrata in un unico monumento. Scale, vicoli, cortili e improvvise aperture sul paesaggio compongono un tessuto urbano irregolare, molto diverso dalla geometria dell’area archeologica.
Per una prima visita sono sufficienti alcune ore. Si può percorrere Via Atenea e salire verso le zone più alte, scegliendo poche deviazioni senza tentare di raggiungere ogni edificio indicato sulla mappa.
Le pendenze sono notevoli e alcuni tratti presentano scalinate. Scarpe comode sono quindi utili anche in città, non soltanto nella Valle dei Templi.
Il centro è più piacevole nel tardo pomeriggio o alla sera, quando si può passeggiare senza sottrarre le ore meno calde alla visita archeologica.
Agrigento in un giorno
Visitare Agrigento in una sola giornata è possibile, ma bisogna stabilire una priorità.
La soluzione più equilibrata prevede:
- ingresso alla Valle dei Templi al mattino;
- percorso da Giunone a Porta V;
- visita al Giardino della Kolymbethra, se il tempo e le temperature lo consentono;
- passeggiata nel centro storico nel tardo pomeriggio/sera.
Se si arriva in estate, può essere preferibile entrare nella Valle nel tardo pomeriggio e approfittare delle aperture serali. I templi illuminati assumono un aspetto diverso e la temperatura è generalmente più gestibile.
Agrigento in due giorni
Con due giornate la visita diventa più completa.
Primo giorno: Valle dei Templi e Kolymbethra
La prima giornata può essere dedicata interamente al parco archeologico, senza comprimere il percorso. Il Giardino della Kolymbethra offre una pausa rispetto alle zone più esposte e permette di leggere la Valle anche come paesaggio agricolo.
La sera si può raggiungere il centro storico per cenare e passeggiare lungo Via Atenea.
Secondo giorno: costa
La seconda giornata può essere dedicata alla costa, tra Porto Empedocle, le spiagge nei dintorni di Realmonte e la Scala dei Turchi. L’ordine delle tappe dipende dall’orario assegnato per l’accesso alla Scala: se la visita è prevista nel pomeriggio, si può trascorrere la mattina a Porto Empedocle o al mare.
Scala dei Turchi: accesso e prenotazione

La Scala dei Turchi si trova a circa 15 chilometri da Agrigento. È una parete di marna bianca modellata dall’erosione, riconoscibile per i gradoni naturali che scendono verso il mare.
L’accesso alla marna è controllato e contingentato. Attualmente la prenotazione deve essere richiesta via email al Comune di Realmonte, indicando numero di persone, giorno e orario orientativo. Il biglietto viene pagato sul posto tramite carta e la permanenza sulla parete è limitata.
L’ingresso può essere sospeso in caso di pioggia, vento forte, mare mosso, temperature elevate o altre condizioni di sicurezza. Prima di partire bisogna quindi consultare la pagina ufficiale.
Si consigliano scarpe con suola morbida e antiscivolo. È vietato asportare frammenti di marna, incidere la superficie o appoggiarvi attrezzature che possano danneggiarla.
Anche quando non è possibile accedere direttamente alla parete, la Scala dei Turchi può essere osservata dalla spiaggia e dai punti panoramici circostanti.
Quando visitare Agrigento
Primavera e autunno sono i periodi più adatti per visitare Agrigento. Le temperature permettono di camminare più agevolmente e il paesaggio intorno ai templi presenta colori più vari rispetto ai mesi più aridi.
Tra febbraio e marzo la fioritura dei mandorli modifica l’aspetto della Valle e coincide generalmente con gli eventi del Mandorlo in Fiore.
In estate il caldo può essere molto intenso. Il percorso archeologico offre poca ombra e nelle ore centrali diventa faticoso. È preferibile entrare all’apertura oppure nel tardo pomeriggio, controllando la disponibilità delle visite serali.
Anche in inverno la Valle può essere visitata, ma vento e pioggia condizionano maggiormente l’esperienza. Le superfici in pietra e terra possono diventare scivolose.
Informazioni pratiche per la Valle dei Templi
La Valle è aperta tutti i giorni, ma gli orari vengono prolungati durante il periodo estivo e possono cambiare in occasione di eventi o mostre. Prima della visita è necessario controllare il sito della biglietteria ufficiale.
Gli accessi principali sono:
- biglietteria del Tempio di Giunone, nella parte orientale e più elevata;
- Porta V, vicina al settore occidentale e al Giardino della Kolymbethra.
Nei pressi degli ingressi si trovano parcheggi a pagamento. Se si percorre la Valle in una sola direzione, bisogna prevedere il rientro al parcheggio iniziale.
All’interno sono indispensabili acqua, cappello e protezione solare. Non bisogna sottovalutare la lunghezza del percorso né l’assenza di ombra, soprattutto tra giugno e settembre.
Biciclette e monopattini non sono ammessi. Per i visitatori con particolari necessità motorie sono disponibili, su prenotazione anticipata, carrozzine elettriche gratuite.
Come arrivare ad Agrigento
Agrigento è collegata in treno e autobus con Palermo e altre città siciliane, ma i tempi di percorrenza devono essere valutati con attenzione.
La stazione ferroviaria si trova vicino al centro, non alla Valle dei Templi. Per raggiungere il parco bisogna utilizzare gli autobus urbani, un taxi oppure un mezzo proprio.
L’automobile rende più semplice combinare Agrigento con la Scala dei Turchi, Porto Empedocle e altre località della costa meridionale. Non è invece indispensabile per chi intende fermarsi soltanto in città e visitare la Valle.
Agrigento può essere inserita in un viaggio nella Sicilia occidentale o meridionale, ma le distanze dell’isola non vanno sottovalutate. È preferibile trascorrere almeno una notte in zona anziché raggiungerla con un’escursione frettolosa da Palermo o Catania.
Per orientarsi tra le diverse aree dell’isola si può consultare la guida dedicata alle vacanze in Sicilia.




