Il Castello di Gallipoli si trova all’ingresso del centro storico, nel punto in cui il ponte collega la città nuova all’isola sulla quale sorge il nucleo antico. Quasi completamente circondato dal mare, per secoli ha costituito uno degli elementi principali del sistema difensivo della città.
La struttura che vediamo oggi è il risultato di numerose trasformazioni. Le fortificazioni di Gallipoli hanno infatti origini medievali, ma il castello venne profondamente modificato tra il XV e il XVI secolo per adattarlo alle nuove esigenze militari e all’utilizzo delle armi da fuoco.
La storia del Castello di Gallipoli
La posizione di Gallipoli, affacciata sullo Ionio e sviluppata intorno a un importante porto, rese necessaria fin dall’antichità la presenza di strutture difensive.
Il castello medievale fu utilizzato e modificato sotto diverse dominazioni. Una delle fasi più importanti iniziò alla fine del Quattrocento, quando la fortificazione venne ripensata secondo criteri più adatti alla guerra moderna.
Alla trasformazione del castello è legato anche il nome dell’architetto e ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini. Nel corso del Cinquecento furono realizzati nuovi ambienti, rafforzate le cortine e modificate le torri, dando alla fortezza gran parte dell’aspetto che ancora oggi la caratterizza.
Il castello divenne così il fulcro del sistema difensivo di Gallipoli, insieme alle mura che circondavano interamente la città vecchia.
La struttura del castello
La fortezza sorge direttamente sul mare e presenta una struttura compatta, rafforzata da grandi torrioni.
Gli spazi interni comprendono sale con volte, cunicoli e camminamenti legati alle diverse funzioni militari svolte nel corso dei secoli. Tra gli ambienti più particolari si trovano la Sala Ennagonale, le sale circolari e gli antichi passaggi della fortificazione.
L’aspetto dell’area circostante cambiò notevolmente durante l’Ottocento. Tra il 1870 e il 1879 il fossato venne riempito e parte della facciata del castello fu nascosta dalla costruzione del mercato ittico.
Il Rivellino
Uno degli elementi più interessanti del complesso è il Rivellino, costruito intorno al 1522 durante una delle principali fasi di trasformazione cinquecentesca del castello.
La struttura aveva una funzione difensiva avanzata: la sua posizione permetteva di proteggere l’accesso alla città e controllare il tratto di terra dal quale poteva arrivare un eventuale attacco.
Verso la fine del Cinquecento il Rivellino venne separato dal corpo principale del castello, rimanendo collegato attraverso un ponte levatoio. Ancora oggi la sua posizione leggermente avanzata rispetto alla fortezza permette di comprenderne la funzione all’interno del sistema difensivo.
Il castello e le mura di Gallipoli
Per comprendere il ruolo del castello è utile osservare anche la struttura della città vecchia.
Il nucleo storico di Gallipoli sorge infatti su un’isola calcarea che in passato era interamente circondata da una cinta bastionata lunga circa due chilometri. Il castello proteggeva il principale accesso alla città e costituiva il punto più importante di questo sistema fortificato.
Gran parte della sezione superiore delle mura fu demolita tra il 1879 e il 1887. Oggi lungo il loro tracciato corre la strada panoramica che permette di percorrere il perimetro della città vecchia affacciandosi sul mare.
Visitare il Castello di Gallipoli
Il castello si trova proprio all’ingresso del centro storico ed è quindi facile inserirlo in una visita a piedi di Gallipoli.
Dopo il castello si può proseguire attraverso le strade della città vecchia verso la Cattedrale di Sant’Agata, la spiaggia della Purità e le mura affacciate sullo Ionio.
Il Castello di Gallipoli è stato riaperto al pubblico nel 2014 ed è utilizzato anche per attività culturali e mostre. Nel 2026 il Comune ha avviato una nuova concessione per la gestione delle attività culturali del complesso; per questo orari, modalità di visita ed eventuali esposizioni è meglio verificarli sui canali ufficiali prima della visita.
Per chi sta organizzando un viaggio più ampio, Gallipoli può essere inserita in un percorso dedicato al Salento e alla costa ionica.




