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I borghi fantasma della Sicilia: 3 destinazioni abbandonate da riscoprire

La Sicilia è una terra di contrasti: coste iconiche e un entroterra profondo, silenzioso, segnato da storia e abbandoni.

Negli ultimi anni è cresciuto il fascino verso i borghi fantasma, mete perfette per chi ama il turismo lento e vuole scoprire la Sicilia più autentica. Camminare tra strade vuote e case silenziose, rimaste come erano decenni fa è come tornare in un’altra epoca: un’esperienza emotiva, intima, che racconta ciò che l’isola era e ciò che è diventata.

La storia silenziosa della Sicilia: perché i borghi sono stupefacenti

Lo spopolamento siciliano ha radici profonde: terremoti, come quello del Belice nel 1968, e l’emigrazione verso città e altri Paesi. Molti centri rurali sono stati evacuati e mai più ricostruiti.

Oggi questi borghi sono luoghi sospesi nel tempo: vicoli invasi dalla vegetazione, edifici sventrati, piazze che riecheggiano di silenzio. Scenari potenti e malinconici, ideali per chi cerca un viaggio fuori dalle rotte classiche.

3 tappe imperdibili per un viaggio nel tempo in Sicilia

1. Poggioreale (Trapani)

Il simbolo del sisma del Belice. La vecchia Poggioreale, oggi completamente disabitata, conserva la struttura urbana originaria: la scuola, la chiesa, i palazzi comunali, le vie del centro.

Passeggiarvi regala la sensazione di essere dentro un film post-apocalittico. L’area è raggiungibile, ma alcune strade risultano confuse e le mappe non sempre aggiornate: serve un buon orientamento.

2. Borgo Schisina (Messina)

Costruito negli anni ’50 come insediamento agricolo, non entrò mai davvero in funzione. Oggi è uno dei borghi abbandonati più particolari della Sicilia: file di case identiche, silenzio totale, atmosfera remota.

La posizione, tra le colline che guardano Taormina, lo rende perfetto per chi cerca isolamento e vuole vivere un’esperienza fuori dal tempo.

3. Savoca Antica (Messina)

Non la Savoca turistica resa famosa dal cinema, ma la parte più antica, alta e silenziosa. Qui resistono vicoli in pietra, piccole chiese e abitazioni che conservano l’atmosfera storica del borgo originario.

È una tappa ideale per esplorare l’entroterra orientale, ma anche qui l’auto è fondamentale: i collegamenti pubblici sono limitati.

Viaggio lento con auto in Sicilia

I borghi fantasma non sono collegati dai mezzi pubblici e spesso si trovano in zone isolate.
Per questo l’auto è indispensabile: permette di raggiungere strade secondarie, deviare verso colline e vallate, fermarsi quando si vuole e mantenere un ritmo lento, in sintonia con il territorio.

Un viaggio lento in Sicilia funziona solo con la libertà del proprio veicolo.

Ottimizzare l’arrivo: scegliere il porto giusto in base all’itinerario

La scelta del porto d’arrivo fa la differenza quando si pianifica un viaggio nell’entroterra.

Per un viaggio così on the road è fondamentale scegliere il traghetto per la Sicilia che ti porta al porto più strategico. Per chi arriva via mare, può essere utile informarsi in anticipo sulle principali rotte dei traghetti verso la Sicilia, così da pianificare al meglio l’itinerario in base al porto di arrivo.

  • Palermo → perfetto per Poggioreale, il Belice e la Sicilia occidentale.

Arrivare nel porto giusto significa risparmiare ore di viaggio e godersi meglio l’itinerario.

Consigli di navigazione: attenzione alle mappe

Molti percorsi interni non sono ben segnati o presentano tratti sterrati. Nei borghi abbandonati il segnale spesso è debole.

Per evitare problemi:

  • scaricare mappe offline,
  • tenere a portata di mano un powerbank,
  • salvare le coordinate prima di partire,
  • portare una mappa cartacea come backup.

Sono accorgimenti semplici ma essenziali per chi viaggia nell’entroterra siciliano.

I borghi fantasma della Sicilia offrono un viaggio diverso: lento, profondo, ricco di silenzi e storie sospese.
Con l’auto e una buona pianificazione logistica, queste mete diventano un’esperienza intensa e autentica, un modo unico per scoprire il volto più segreto dell’isola.

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Stefania
Proprietaria e sviluppatrice del sito. Da molti anni, mi dedico a Turismo.eu, unendo la professionalità come web designer alla passione nel viaggiare ed esplorare il mondo, in particolare i luoghi in cui incontro la bellezza infinita della natura in tutte le sue espressioni.