Da sempre l’Etna è una delle attrazioni più ambite e affascinanti della Sicilia Orientale. La sua bellezza e la sua unicità come vulcano attivo più alto d’Europa hanno fatto sì che nel 2013 diventasse Patrimonio dell’Umanità Unesco, un luogo speciale che vale la pena visitare una volta nella vita.
Le esperienze che si possono vivere sul vulcano sono molteplici: da quelle più turistiche da organizzare in autonomia, come la visita dei Crateri Silvestri, a quelle più complete e immersive da fare con guide esperte, come l’ascesa al cratere centrale.
In questo articolo vediamo proprio quando e come salire fino al cratere centrale, e tutti i consigli utili per vivere questo incontro ravvicinato in sicurezza.
Quando andare sull’Etna
L’Etna si può visitare in ogni periodo dell’anno. Ogni stagione dona al vulcano un fascino sempre nuovo e sempre diverso, per cui è difficile definire all’unisono il momento migliore per organizzare una visita.
Tuttavia, se l’intento è salire fino al cratere centrale, l’ideale sarebbe pianificare questa esperienza tra la tarda primavera e metà autunno (indicativamente aprile-novembre).
Questo è il lasso di tempo perfetto, infatti nel periodo invernale, a causa della presenza della neve e del ghiaccio in quota, l’ascesa al cratere centrale è di solito sospesa (indicativamente fine novembre-marzo).
I mesi di sospensione possono variare in base al clima stagionale e alla quantità di neve presente in quota.
Negli ultimi anni, anche a causa del riscaldamento globale che ha alzato le temperature, la stagione di sospensione si è considerevolmente accorciata.
Escursioni guidate sull’Etna fino al Cratere Centrale: quale scegliere
Visitare l’Etna, soprattutto nelle sue quote più alte, è l’obiettivo principale di molti viaggiatori che arrivano a queste latitudini della Sicilia.
Se però organizzare un’escursione sull’Etna in autonomia è possibile solo per itinerari al di sotto dei 2800 metri di quota, per esperienze più ravvicinate con il vulcano è necessario affidarsi a delle guide esperte e autorizzate: procedere da soli è severamente vietato.
Le guide locali propongono diversi tipi di escursioni per raggiungere le quote più alte del vulcano; tra queste rientra anche l’escursione al cratere centrale dell’Etna da nord, che mixa la risalita con mezzi 4×4 a un affascinante trekking d’alta quota, nel cuore di fenomeni vulcanici e geologici che hanno plasmato il vulcano nel corso dei millenni.
Il percorso si snoda sul versante nord, attualmente il più sicuro e stabile dal punto di vista vulcanico e quindi meno soggetto a sospensioni delle attività escursionistiche, dovute ad improvvisi fenomeni vulcanici.
Le sospensioni e i divieti sono invece frequenti sul versante sud dove, negli ultimi anni, si è registrata la maggior parte dell’attività vulcanica. Questa è la ragione principale per cui spesso la risalita da sud si ferma a quota 2900 metri.
L’itinerario
Per l’escursione al cratere centrale si parte dunque dalla stazione di Etna Nord. Da qui, insieme alle guide si sale a bordo di speciali mezzi 4×4 per raggiungere la quota di 2.850 e Pizzi Deneri dove si trova l’Osservatorio Vulcanologico, presidio scientifico dell’istituto vulcanologico.
È a questo punto che ha inizio il trekking d’alta quota. Circondati dal classico ambiente vulcanico, quello che viene definito paesaggio lunare, si cammina sopra campi di detriti piroclastici, frutto dell’attività esplosiva dei crateri sommitali. Accerchiati dalla bellezza di questi ambienti si possono ammirare a sud il gigantesco cratere di Nord-est, a est la maestosa Valle del Leone e a nord il mare e la Calabria.
Il sentiero si fa via via più impervio e stretto fino a diventare una stretta traccia che si inoltra risalendo il versante nord del cratere, raggiungendo quota 3.340 metri, al cospetto del Cratere Centrale dell’Etna.
Dalla vetta del vulcano si apre una vista sensazionale sul mare, sulla baia di Taormina e soprattutto sui tre principali crateri sommitali.
La prima immagine a sconvolgere è sicuramente la vastità del cratere e l’ambiente ostile, fatto di esalazioni gassose e macchie di giallo intenso, dovute alla sublimazione dello zolfo sulla roccia vulcanica.
E poi spazi aperti e immensi che dominano l’isola. Lungo il bordo si snoda una piccola traccia che conduce alla Bocca Nuova. Qui un’ultima breve sosta prima di ritornare sui propri passi e ridiscendere dalla cima dell’Etna fino a quota 2.850 metri dove i mezzi 4×4 attendono per rientrare al campo base.
Informazioni utili
Per partecipare a un’escursione di questo tipo bisogna avere una buona forma fisica ed essere abituati a camminare in montagna. L’esperienza non è adatta a ragazzi al di sotto dei 13 anni, né tantomeno a donne in gravidanza o persone con problemi di salute.
Raccomandazioni finali per visitare l’Etna e salire fino in cima
Per salire fino in cima all’Etna non basta solo prenotare un’escursione qualsiasi e partire. Bisogna ricordare che si tratta pur sempre di un vulcano e che per viverlo al meglio e in sicurezza bisogna essere predisposti sia fisicamente sia soprattutto mentalmente.
Ecco, quindi, qualche dritta utile e qualche raccomandazione per affrontare questa straordinaria esperienza con la giusta consapevolezza e rispetto.
1. Prenotare solo con guide certificate
Prima raccomandazione: diffidare da chi improvvisa o propone tour fai-da-te senza autorizzazione. Prima di prenotare la prima escursione che capita a tiro o di optare per quella più popolare proposta da grandi multinazionali, è meglio cercare esperienze più autentiche da prediligere, esperienze curate da guide locali che conoscono davvero il territorio e sanno come muoversi anche in caso di eventuale pericolo.
Questi esperti si tengono infatti costantemente aggiornati sulle condizioni di sicurezza tramite l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e la Protezione Civile.
2. Portare con sé l’attrezzatura giusta
Andare sull’Etna con un abbigliamento del tutto inadeguato e poco sicuro per l’esperienza in questione è un atto non solo di incoscienza, inconsapevolezza e superficialità, ma anche di poco rispetto verso la montagna.
No a jeans, abiti e scarpe inappropriate: quando si va in escursione, specie di questo tipo, è necessario indossare un abbigliamento da trekking adatto, meglio se a strati, scarponi da trekking, zaino, occhiali da sole, giacca antivento, indispensabile è anche una bandana o ancora meglio una mascherina per proteggersi dalle esalazioni gassose provenienti dalle fumarole lungo il percorso sul bordo del cratere.
Altro dettaglio, ma non di poco conto, è il divieto di utilizzo di lenti a contatto: infatti l’aria densa di microframmenti di sabbia vulcanica potrebbe entrare in contatto con gli occhi e causare danni dovuti allo sfregamento tra la superficie dell’occhio e la lente a contatto.
3. Accettare che sulla montagna non si ha nessun potere
Durante l’escursione guidata sull’Etna, la guida può sempre decidere di tornare indietro o cambiare percorso, non per capriccio ma per sicurezza. Le condizioni meteo e l’attività vulcanica vanno sempre monitorate e sta alla guida valutare se e come continuare l’avventura.
Ricordiamo sempre che la natura è imprevedibile e che in montagna niente è mai davvero statico: questa è la prima cosa da tenere a mente e di cui essere consapevoli quando si pratica l’outdoor. La differenza la fa, ancora una volta, affidarsi a guide esperte e preparate che sanno esattamente come fare vivere a ogni escursionista grandi emozioni senza correre rischi.




