L’Abruzzo conserva una delle reti di borghi storici più interessanti d’Italia.
Tra Appennino, colline interne e vallate, molti paesi mantengono ancora un’identità precisa, spesso legata alla pietra, alla vita comunitaria e a un rapporto diretto con il territorio.
Visitare i borghi abruzzesi significa entrare in una dimensione diversa rispetto alle città o alla costa: qui il paesaggio costruito segue ancora il ritmo della montagna e delle tradizioni locali.
Santo Stefano di Sessanio

È il borgo più conosciuto della regione e uno dei più fotografati degli Appennini.
Si trova in una posizione panoramica, circondato da altopiani e paesaggi aperti, ai piedi del Gran Sasso, in una posizione che domina l’altopiano di Campo Imperatore. Le case in pietra calcarea chiara, le viuzze strette e la torre medicea restaurata formano un insieme molto compatto.
È stato oggetto di un progetto di recupero che ha trasformato l’intero borgo in un albergo diffuso — le abitazioni storiche sono state ristrutturate e adibite a camere e appartamenti. È una delle poche esperienze in Italia in cui si dorme letteralmente nel tessuto storico di un paese medievale.
Rocca Calascio

A pochi chilometri da Santo Stefano di Sessanio si trova una delle fortezze medievali più spettacolari dell’Italia centrale.
La rocca si erge a 1.460 metri su un crinale che domina la Valle Subequana e il Gran Sasso. Il castello è stato usato come set cinematografico — tra i film girati qui c’è Ladyhawke.
Poco sotto la rocca si trova il borgo abbandonato di Calascio, con la chiesa di Santa Maria della Pietà costruita dopo il terremoto del 1703. Il percorso a piedi dalla frazione di Calascio fino alla rocca richiede circa 30 minuti.
Civitella del Tronto
Nel teramano, al confine con le Marche, Civitella del Tronto è nota per la sua fortezza borbonica — una delle più grandi d’Italia, con oltre 25.000 metri quadrati di estensione.
La fortezza fu l’ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie a capitolare durante l’Unità d’Italia, nel 1861. Il borgo si sviluppa in lunghezza lungo un crinale stretto, con un’unica via principale fiancheggiata da case medievali.
Vale la visita anche solo per il percorso sulle mura con le viste sulla Valle del Salinello.
Pacentro: ai piedi della Majella
Pacentro si sviluppa intorno alle torri del castello Caldora.
La vista sulla valle e la vicinanza al Parco della Majella lo rendono una tappa interessante per chi esplora l’Abruzzo interno.
Qui il borgo dialoga costantemente con il paesaggio montano circostante.
Civitella del Tronto: fortezza e confine
Civitella del Tronto è noto soprattutto per la sua imponente fortezza.
Il borgo conserva una struttura lineare e panoramica, con una forte componente storica legata alla difesa del territorio.
È uno dei luoghi più significativi per comprendere la posizione strategica dell’Abruzzo tra centro e sud Italia.
Pescocostanzo

Pescocostanzo ha un carattere più raffinato rispetto ad altri borghi montani, è uno dei borghi meglio conservati dell’Abruzzo interno.
Il centro storico ha una concentrazione notevole di palazzi nobiliari e chiese del Cinquecento e Seicento. La Collegiata di Santa Maria del Colle è considerata uno degli esempi più importanti di architettura rinascimentale abruzzese.
In inverno il borgo è frequentato da chi scia a Rivisondoli e Roccaraso, a pochi chilometri di distanza.
A poca distanza dal borgo si trova il Bosco di Sant’Antonio, una delle faggete più antiche d’Italia — alcuni esemplari superano i 500 anni di età. Il bosco ha origini sacre: era dedicato a Giove in epoca romana e ha mantenuto nel tempo un carattere di luogo protetto e venerato, tanto che il taglio degli alberi era storicamente proibito. In autunno i colori della faggeta sono tra i più spettacolari dell’Abruzzo centrale.
Scanno
Nella Valle del Sagittario, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Scanno è uno dei borghi più visitati della regione.
È noto per il lago omonimo — un lago naturale a forma di cuore visibile dall’alto — e per la tradizione dei costumi locali, ancora indossati da alcune donne anziane del paese. Il centro storico è un dedalo di vicoli stretti con archi e scale in pietra.
È anche un punto di partenza per escursioni nel parco, perciò è uno dei borghi più caratteristici per chi desidera alternare natura e storia.
Sulmona
Non è un borgo in senso stretto — è una città di circa 25.000 abitanti — ma il suo centro storico medievale è tra i più integri dell’Abruzzo.
È nota in tutto il mondo per la tradizione dei confetti, prodotti qui da secoli e ancora oggi venduti nelle botteghe del centro in forme elaborate. Piazza Garibaldi, con l’acquedotto medievale che la attraversa, è una delle piazze più particolari dell’Italia centrale. Sulmona è anche la città natale di Ovidio.
Guardiagrele
Ai piedi della Majella, Guardiagrele è un borgo con un centro storico ben conservato e una tradizione artigianale importante — lavorazione del ferro battuto, dell’oro e del rame.
La Cattedrale di Santa Maria Maggiore ha un portale gotico del Quattrocento e un ciclo di affreschi di notevole qualità. È uno dei punti di accesso principali al Parco Nazionale della Majella per chi arriva dalla costa.
Come visitarli
La maggior parte di questi borghi non è raggiungibile con i mezzi pubblici — l’auto è indispensabile.
Le distanze tra un borgo e l’altro sono spesso brevi, e molti si prestano a essere combinati in un unico itinerario. Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio, per esempio, distano meno di 10 chilometri e si visitano comodamente nella stessa giornata.



