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Il Castello Sforzesco, oltre ad essere uno dei simboli della Milano storica, è anche uno dei castelli più grandi in tutta Europa.

La costruzione di una fortificazione militare comincia sotto la signoria dei Visconti. Originariamente chiamato Castello di Porta Giovia, prese il suo nome dall’antico ingresso delle mura romane. Galeazzo Visconti fece costruire il castello a cavallo delle mura tra il 1360 e il 1370; venne ampliato negli anni successivi per opera dei suoi eredi. I suoi lati misuravano 200 metri, mentre i muri perimetrali erano spessi 7 metri.

La costruzione venne distrutta nel 1447, a seguito dell’estinzione dei Visconti, avvenuta con la morte del Duca Filippo Maria, che non lasciò eredi. Milano divenne la capitale della neonata Repubblica Ambrosiana e, fin da subito, dovette difendersi dai tentativi espansionistici di Venezia. La Repubblica nominò come proprio difensore il condottiero Francesco Sforza, signore di Cremona.

Questi in un primo momento sostenne la città contro i veneziani e, successivamente, pretese il titolo ducale, aprendo le ostilità contro la stessa Milano. Dopo soltanto tre anni dalla sua nascita e un duro assedio, la Repubblica si dovette arrendere e nel 1450, dopo varie battaglie e rivolte, accolse Francesco Sforza come nuovo Duca di Milano, il quale sposò Bianca Maria Visconti.

Francesco iniziò immediatamente la costruzione del castello, che divenne la sua dimora. Ingaggiò diversi artisti per l’ edificazione e la decorazione. I lavori proseguirono  anche sotto i suoi successori.

Nel 1494 salì al potere Ludovico il Moro e qui, probabilmente, il Castello raggiunse il suo massimo splendore, divenendo sede di una delle corti più ricche e fastose d’ Europa. Tra gli artisti chiamati a completare la sfarzosità del palazzo, spiccano il Bramante e soprattutto Leonardo da Vinci, che affrescò diverse sale dell’ appartamento. Purtroppo il colossale monumento equestre dedicato a Francesco Sforza non sopravvisse all’invasione francese e venne distrutto dai soldati prima del suo completamento.

Durante il dominio spagnolo, il Castello divenne la sede delle truppe militari, in grado di ospitare fino a 3000 soldati. Gli spagnoli ne ampliarono le mura esterne, estendendole fino a 3 km. Le sale affrescate e i giardini vennero destinate a falegnamerie e dispense, mentre un nuovo fossato separava ulteriormente il Castello dalla città.

Finito il dominio iberico, la città passò sotto gli Asburgo d’Austria. Essi ne mantennero la destinazione militare. Agli austriaci successe Napoleone, che lo mise sotto assedio fino a conquistarlo. In questo periodo il Castello Sforzesco rischiò di essere demolito, spinto da una petizione popolare che lo identificava come il simbolo della tirannia. Dopo l’era napoleonica, Milano passò di nuovo agli austriaci, ma i moti liberali ormai insorgevano ovunque e durante le Cinque Giornate, i suoi cannoni vennero usati per bombardare la città. Dopo l’Unità d’Italia il Castello fu restaurato, scongiurando definitivamente il rischio di abbattimento.

Ci sono moltissimi motivi per visitare il capoluogo lombardo. Dalla sua vita notturna frenetica e mai banale, a locali di tendenza; dagli atelier della moda più famosa d’Europa, ai suoi parchi; dalle botteghe in cui si respira ancora il suo passato, agli esclusivi parrucchieri. A Milano, oltre alla sua vitale modernità, c’è una storia che va avanti da secoli e ha segnato indelebilmente il suo presente.


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