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Nel pieno centro di Napoli, a due passi da Porta Capuana, è in corso d’opera un progetto rivoluzionario che non vuole essere una mera operazione di restauro,

ma un intervento di riqualificazione anche antropologica e culturale del quale dovranno beneficiare tutte le strutture e le infrastrutture della zona, a partire dagli esercizi commerciali e passando per gli alberghi ed i b&b a Napoli che gravitano attorno alla Chiesa di Santa Caterina a Formiello.

 

Intorno a tale chiesa, esteso su un’area di 3500 metri quadrati, giaceva in totale abbandono fin dal ‘900 il Chiostro Piccolo, un capolavoro del Rinascimento architettonico napoletano.
Tre amanti dell’arte napoletani, ma soprattutto tre amici, lo hanno scoperto quasi per caso: da quale momento è scattata in loro la scintilla, il desiderio di riqualificare e riportare all’antico splendore questo angolo sconosciuto della città, ovviamente impegnando inizialmente fondi propri ma successivamente avviando il più classico dei crowdfunding in rete, attraverso la più famosa piattaforma per questo tipo di iniziative, Kickstarter.

Il progetto prende così vita sotto il nome di “Made in Cloister”, e riceve il sostegno di artisti di calibro internazionale quali Patti Smith e Lou Reed, amici dei promotori.
Già, perché in realtà la raccolta non è a “fondo perduto”, ma reward-based: al raggiungimento dell’obiettivo, si aggiungono opere e contributi degli artisti sostenitori.
Patti Smith ad esempio promette un suo concerto non appena il chiostro sarà pronto!

La sfida si chiude a fine 2013 con una vittoria; viene raccolta la cifra necessaria, e parte il progetto, attualmente ancora in corso con i lavori di restauro degli affreschi del ‘500, e la generale bonifica di tutta l’area.
Made in Cloister diventerà un polo culturale attorno al quale graviteranno artisti, artigiani, un vero luogo di incontro e di scambio nel quale produrre arte, manifatture ed a conti fatti cultura.
Il progetto, oltre ad essere studiato nei minimi dettagli ed a meritare quindi un grande interesse per ciò che di “materiale” restituirà alla città, è qualcosa di più, perché potrà rilanciare un intero quartiere con la commistione tra design, arte, artigianato, e sta a dimostrare come la cultura possa essere un traino forse impareggiabile per promuovere la rinascita economica attraverso il turismo.

Il territorio, qualunque esso sia, deve valorizzare e sfruttare tutto il suo patrimonio artistico, e renderlo il fulcro di ogni sua attività.
Una simile scommessa non mancherà di produrre i suoi effetti ed è il motore di un circolo virtuoso che potrà portare solo benefici al turismo di Napoli.

 


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