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Palermo
( Palermo )

Ci troviamo nel cuore del centro storico di Palermo, nel quartiere dell'Albergheria. Il mercato storico di Ballarò non appare all'improvviso, bisogna addentrarsi in uno dei tanti vicoli stretti che lo collegano alle arterie principali, corso Tukory o via Maqueda.

Ad un tratto si è risucchiati dalla folla di odori. I colori dei tendoni che riparano soprattutto dal caldo sole in estate, si mescolano alla varietà della frutta di stagione e alla gente, curiosa, arrabbiata, assonnata, indaffarata, divertita... al mercato di Ballarò ci si scontra con pezzi della vera Palermo e con pezzi di straordinario valore artistico. È il più antico mercato alimentare di Palermo e deve il suo nome al villaggio Bahalara, cui giunsero, in tempi remoti, i primi mercanti arabi e la loro mercanzia. È il quartiere dei natali di Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto come Conte di Cagliostro, noto negromante. Misterioso, del resto, il mercato lo è ogni giorno. Sembra di tornare indietro nel tempo, di viaggiare e cambiare paese rimanendo sempre a casa.

A riportarti a Palermo sono le urla sanguigne dei venditori, l'abbanniata. Polpo, nespole, pomodorini, basilico fresco, zenzero e simenza ti attraversano il naso e gli occhi. Per scoprire ogni sfaccettatura del mercato bisogna usare tutti e cinque i sensi e di certo il gusto ha un ruolo principale. Lo street food è la tentazione alla quale non si pensa neppure di resistere: panelle, crocchè, rascatura e pane fragrante...

Ad un tratto la vista della cupola maiolicata della Chiesa del Carmine distoglie lo sguardo dai passanti. Dopo averla notata non la perderete più d'occhio, come una bussola che ti guida tra la folla, lì in alto maestosa e silenziosa. La Chiesa del Gesù risuona con le sue campane, l'Ave o Maria sparge serenità fendendo un vociare brulicante. Se entri dentro ti sembra di perderti in un paradiso barocco ma delicato e le spose si fondono con il bianco dei preziosi marmi; Ballarò è una complicata bellezza. Andare alla scoperta del mercato di Ballarò è osservare i dettagli, le nicchie sacre disseminate tra una bancarella e l'altra, è notare i murales che impreziosiscono la fatiscenza dei palazzi grigi, è toccare la vita quotidiana delle madri che fanno la spesa, dei bambini che sfrecciano sulle biciclette in controsenso, degli anziani che si soffermano a parlare dei propri acciacchi agli angoli delle vie. Il dialetto siciliano acquista sonorità arabe e si mescola all'inglese dei turisti e alle litanie, marocchine, nigeriane, indiane...
La Torre di San Nicolò all'Albergheria domina dall'alto la piazza Ballarò e gli universitari con le loro birre durante le pause primaverili dallo studio.

Ballarò non è semplicemente un mercato è un modus vivendi, ha i suoi equilibri, comunica il passato, lo racconta buttandotici dentro e oltre la sua scorza dura e rugosa nasconde eleganza e raffinatezza artistica. Anzi, non le nasconde, proprio il contrario, le esalta! Sono piccole e improvvise manifestazioni di bellezza disseminate tra la confusione e il disordine. Entrarci in questo disordine, invischiarsi un po' è una piacevole sensazione di leggerezza e folklore.

Il Giardino di Ballarò è immerso nel centro storico della città ed è il più vicino al mercato storico di Ballarò tra i B&B a Palermo, la serenità e il silenzio dei suoi ambienti viene quasi inebriato dalle "voci" del mercato, ed è il luogo ideale per scoprire il fascino di Palermo e del suo centro storico, uno dei più grandi e antichi al mondo, in cui si mescolano le diverse culture che hanno caratterizzato le dominazioni nei secoli scorsi.

Ballarò non è solo un mercato, è un'esperienza.

B&B Il Giardino di Ballarò
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