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Anche per il 2013 la stagione turistica in Sardegna sembra prospettare un altro segno meno, gli ultimi rilevamenti sugli arrivi non mostrano infatti segnali di miglioramento rispetto al 2012 che già aveva registrato una notevole flessione rispetto all’anno precedente. Il dato forse più eclatante si ha sulla proporzione tra turisti italiani e stranieri, secondo il Centro Studi dell’Unione Sarda negli ultimi 10 anni i turisti italiani sono passati dal 71% al 57% sul totale degli arrivi con gli stranieri favoriti anche dal crescente numero di voli low cost verso l’isola.

I riflessi di questa tendenza sono evidenti anche sul mercato immobiliare dove ad acquistare casa in Sardegna sono sopratutto gli stranieri con una netta prevalenza di acquirenti tedeschi. La crisi economica e il caro traghetti sono i fattori che più stanno frenando gli italiani a scegliere la Sardegna come meta per le proprie vacanze e parallelamente, sul fronte immobiliare, il calo dei prezzi di vendita delle case diventa sempre più sensibile, soprattutto là dove in passato si è costruito di più.

Ciò sta creando i presupposti per interessanti opportunità di investimento immobiliare delle quali, manco a dirlo, sembrano essere proprio gli stranieri ad approfittarne maggiormente. In questi anni difficili è dunque il turismo straniero l’ancora di salvezza per la Sardegna? Difficile a dirsi perché anche gli arrivi degli stranieri sono comunque in rosso, anche se in proporzioni molto più ridotte rispetto agli italiani, -7% i primi e -22% i secondi nel 2012.

Con una superficie di 24.000 kmq e 1.800 km di coste la Sardegna difficilmente può comunque continuare a puntare quasi esclusivamente sul turismo balneare, i recenti sforzi di proporre l’isola come destinazione ideale per il turismo attivo costituiscono infatti un importante punto di partenza per diversificare e destagionalizzare l’economia turistica, non resta dunque che aspettare che, crisi a parte, qualcosa si muova anche sul fronte dei trasporti, soprattutto quelli marittimi.