Catania
Catania

Arrivare in Sicilia è come aprirsi a un mondo di colori, odori, cibi, culture e usanze rimaste inalterate nel tempo che da secoli si tramandano di bocca in bocca come prezioso tesoro da custodire.
Se si ha la fortuna di atterrare a Catania anche se solo per un passaggio di pochi giorni, vale la pena di dedicarsi alla scoperta di una città che non è grande, ma che nel suo centro storico racchiude tutte le sue bellezze come in uno scrigno.


Chiedersi cosa fare in Sicilia in soli due giorni è una domanda dalla difficile soluzione, ma con una buona organizzazione, se si alloggia a Catania, è possibile avere uno scorcio delle bellezze della trinacria per poi tornare con calma.

Dando per appurato che è impossibile visitare l’isola in 48 ore ecco una serie di consigli per ottimizzare i tempi e godersi il più possibile le possibilità di Catania e dintorni.

Cosa vedere in città

Se i giorni sono due, uno va dedicato senza dubbio a scoprire la città protetta da Sant’Agata.
Il consiglio è quello di muoversi a piedi di buon mattino in direzione del mercato A’ Piscaria dove si può respirare l’autentico folclore siciliano tra odori che altrove non si sentono, vociare indistinto e grida di coloro che cercano di convincere gli avventori di avere la migliore merce sulla piazza. Dopo aver attraversato il mercato ci si troverà in Piazza del Duomo dove trionfa la Fontana dell’Elefante in pietra lavica che guarda verso la Cattedrale di Sant’Agata (tappa obbligatoria).
 La cattedrale è giusto di fronte alla Chiesa della Badia di Sant’Agata che merita una sosta per salire fin sulla cupola da cui si gode una vista mozzafiato. Se il tempo è poco e, gioco forza, non ci si può fermare alle Terme Achilliane o a cercare ristoro dal calore ai Giardini Bellini, per chi voglia fare un tour culturale della città è inevitabile fermarsi al Teatro Greco Romano e al Monastero dei Benedettini così come al vicino Oden.


Tour gastronomici a Catania

Andare in Sicilia vuol dire mettere in conto – senza troppo impegno – di tornare a casa con almeno 4 chili in più sulla bilancia. Catania, poi, è un melting pot di ristoranti alla moda e osterie, chioschetti da street food (dove con due euro di arancini si è felici per mezza giornata) e location da gourmet.
Pasta ai ricci in Piazza del Duomo e sarde alla beccafico in uno dei tanti ristoranti del centro. E poi ancora tra le pietanze da assaggiare assolutamente c’è la mitica pasta alla norma, gli spaghetti al nero di seppia con la “muddica”, la caponata o il pesce spada fatto in tutte le salse. E poi i meravigliosi dolci: cannoli, paste di mandorle, “cudduredde”, “cassatedde”, dolci alla ricotta e la sublime granita al caffè da gustare con la “brioscia” (come la chiamano loro). Ce n’è per tutte le tasche e per tutti i gusti e per chi al pesce preferisce la carne la specialità locale è la carne di cavallo, un vero tesoro della gastronomia catanese.

Tour ai crateri sommitali dell’Etna (per i più sportivi)

Il secondo giorno di un weekend tra Catania e dintorni potrebbe prevedere (per i più sportivi) un tour sui crateri sommitali dell’Etna. I crateri sommitali rappresentano l’area nodale dell’attività vulcanica, attraverso i quali si esplica la vita stessa del vulcano. E’ in quella zona che si verificano le attività più frequenti dell’Etna come le attività stromboliane, le fontane di lava o le espulsione di ostruzioni del condotto.
 In zona Catania ci sono diverse società turistiche che offrono simili percorsi e normalmente i driver vengono a prendere direttamente i clienti all’hotel (o a punti d’incontro concordati) per portarli alle pendici del vulcano. Da lì, con la funivia si raggiunge quota 2.500 metri per poi salire con un bus 4x4 fino a 2.900. L’attività di trekking – con guide formate e preparate – permette di scoprire in sicurezza le bellezze etnee in un paesaggio lunare che lascia senza fiato per la sua energia vitale.
I più pigri, però, si possono fermare a valle e concedersi un tour enogastronomico ad assaggiare i vini prodotti dai meravigliosi vitigni che si snodano alle pendici del vulcano. Questo tour percorre la cosiddetta strada del vino che prevede tre differenti itinerari dai costi e dalle caratteristiche diverse.

Tour con driver privato a Siracusa o Noto

Se invece il vulcano un po’ intimorisce e si preferisce stare alla larga da lava, fumi e fatica ci si può dedicare a girare i dintorni della città. Consigliatissimo il giro sulle orme di Giovanni Verga con un tour a Aci Trezza e Aci Castello dove l’atmosfera antica non ha mai lasciato il paese e ci si potrebbe aspettare d’incontrare da un momento all’altro qualsiasi personaggio de I Malavoglia o di Rosso Malpelo.

Per chi, invece, non è mai sazio di arte e cultura è indicato il tour con driver privato a Siracusa o Noto. A Catania esistono numerose società che organizzano tour privati nella Valle dei Templi o presso la cattedrale di Noto (o entrambe le cose nelle stesso giorno) con driver pagati a giornata che conducono il turista nel cuore stesso della storia dell’isola dalla tre punte, un tesoro tutto italiano che a ogni visita non finirà di stupire lasciando a ogni viaggiatore il desiderio di tornare al più presto per assaporare ancora un pezzetto di Sicilia.

Barbara Massaro
Autore: Barbara Massaro
Giornalista professionista, specializzata nella trattazione di argomenti di costume e società. Ha lavorato nella redazione di Studio Aperto di Mediaset. Nel 2012 il passaggio al web con la redazione digital di Panorama, Mondadori.
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