La costa adriatica del Salento Imprimir
Autore Enrico    Data Miércoles 26 de Enero de 2011 16:37   

Uno dei tratti di strada asfaltata più caratteristici del Salento è sicuramente la statale 173, lingua d’asfalto che corre da Santa Maria di Leuca sino ad Otranto, aggrappata sulle alti pareti di roccia e di scoglio a picco sul mare.

Nel primo tratto di strada, lasciandosi alle spalle la città balneare di Santa Maria di Leuca, situata sulla linea di congiungimento del Mare Adriatico con il mar Jonio, sarà possibile ammirare lunghe distese di sabbia intervallate da tratti scoglieri che man mano ci si avvicina ai piccoli centri balneari di Marina di Novaglie e Marina Serra, lasciano il posto ad alte pareti di roccia modellate dalle onde del mare, dai fenomeni carsici e letteralmente aggrovigliate dalla macchia mediterranea che nasconde quasi totalmente la roccia.salento3

Percorrendo la statale verso nord, e raggiungendo i caratteristici rinomati centri balneari di Castro, Santa Cesarea Terme, nota anche e soprattutto per i suoi stabilimenti termali, meta primaverile di soggiorni curativi, e Porto Badisco, sarà possibile visitare una delle grotte carsiche che caratterizzano questa tratta costiera del Salento.

Tra le grotte più importanti si devono annoverare la Zinzulusa, sita nella località di Castro e la Grotta dei Cervi a ridosso di Porto Badisco, piccola frazione del popoloso centro balneare di Otranto; entrambe le grotte risalgono all’età preistorica e celano i segni della vita sociale delle genti che le popolarono in antichità.

Lasciandoci alle spalle Porto Badisco, nota oltre che per le sue grotte, per essere un punto di ristoro ove è possibile assaporare direttamente in strada, cioè sulla litoranea, i ricci di mare freschi, ci inoltreremo verso Otranto, tra verdi prati dove solitamente pascolano greggi di pecore, muretti a secco di pietra calcarea ed antiche torri di avvistamento, tra le quali la più importante è senza alcun dubbio Torre Sant’Emiliano.

Nel tragitto tra Porto Badisco ed Otranto, merita una breve sosta la visita di Punta Palascia, dove sorge l’antico faro bianco, recentemente ristrutturato, che un tempo indicava lo sperone roccioso di Punta Palascia alle navi mercantili dirette nel vicino porto di Otranto.salento4

Punta Palascia è conosciuta anche per essere il luogo più a est d’Italia e di conseguenza la lingua di terra che vede per primo il sorgere del sole alla mattina; e difatti questo splendido luogo, dove il bianco del faro si staglia nel blu dell’Adriatico, è l’ambientazione usuale per i festeggiamenti del consueto Capodanno dei Popoli di Otranto.

 

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Enrico

 

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